Certo non è la prima Porsche su cui lavoro, ma ogni volta che me ne capita una tra le mani è sempre come la prima volta.

Porsche 911 è un progetto che parte da lontano e negli anni ha subito modifiche più o meno evidenti. A noi detailer, chissà come mai, toccano sempre quelle meno visibili come un cambio di colore o la sostituzione di una porzione di plancia, e ogni volta ti accorgi quanta cura e quanto pensiero ingegneristico c’è in queste tedesche con il muso da girino.

Nelle sportive tedesche nulla è mai lasciato al caso, ed ogni materiale o lamierato è costruito e assemblato con cura.

Amo la tecnica e mi appassiona la ricerca dei materiali, quindi ogni volta è un momento di godimento. Nessuno poi come Porsche ha fatto della filosofia del miglioramento la sua ragion d’essere.

Immutata nella forma ma sempre diversa nella sostanza ad ogni generazione.

La 993 di questo detailing non scappa alla logica.

La vettura arriva da un paese lontanissimo in una mattina di fine novembre. La richiesta che la precede è perentoria: “Bellezza ad ogni costo!” L’auto è stata appena acquistata dal proprietario precedente e ha bisogno di essere lucidata e pulita alla perfezione.

Archiviati i convenevoli si parte subito con il detailing.

sento catapultato sul set di “The Crown” durante la scena di una battuta di caccia tra snob.

La faccio accomodare al caldo, nel porto sicuro di Haute Detailing, e inizio la mia ispezione.

La carrozzeria nonostante le riverniciature degli anni ’90, denuncia tutta la sua età e la sua austerità a livello di costruzione. “Sorry, we are English!”

La missione di questo Detailing è ripristinare l’interno e togliere alcune macchie sulla carrozzeria.

Giorno 1

Parcheggio l’auto al centro dello studio.

Metto la luce in testa e spengo le luci ambientali.

Parte l’ispirazione, i primi difetti che rilevo sono diffusi graffi da spazzole. Non mi stancherò mai di dirlo, evitate di farlo con le “classiche”.

Segno sul taccuino:

  • Swirls leggeri su tetto e cofano motore
  • Medio gravi su fiancate
  • Piccoli segni di manutenzione avventata (parafanghi)
  • Segni di corrosione da moscerini
  • Fumata trasparente sotto l’alettone

L’ispezione continua per interni e vani, segno:

  • Odore nell’abitacolo
  • Lavare la moquette (no ossigeno)
  • Pelle lucida e patinata (detergente mild) NO spazzola dura
  • Interstizi sedile pieni
  • Vano motore / achillei pino e sabbia, NO compressore
  • Vano bagagliaio smontare copertura

Mi metto all’opera.

Mi armo di microfibre, detergente e vaporizzatore ed inizio a pulire l’auto, oggi la mia follia mi dice di dividerla in tre parti longitudinali.

La pulizia scorre lenta e dolce: “povera piccola, hai visto troppe spazzole nella tua vita, è giunta per te l’ora della delicatezza”.

Immergo una microfibra nell’acqua calda e la poggio per togliere i moscerini, secondo una semplice sequenza che chi mi segue ormai conosce a memoria. Immergo, strizzo (ahia scotta), appoggio, 60” di posa e rimuovo. Incredibile, vengono via come il burro.

Completo la pulizia con la spatola vestita di microfibra, vado a pulire gli angoli più segreti e trascurati. Questo tipo di pulizia è molto lenta ma molto accurata, mi porterà via tutta la giornata.

Giorno 2

È ora di lucidare, quindi posiziono la auto in sala di lucidatura e inizio a nastrare.

Preparo tre lucidatrici, grande, media e piccolissima!

Inizio con una prova sul tetto per capire il tipo di trasparente che dovrò trattare, decontamino la superficie con una soluzione alcolica e lucido con movimenti lenti e senza pressione. Oggi è il mio giorno fortunato, trovo il trattamento giusto al primo colpo, ma ovviamente qualcosa non va. Sul tetto ci sono dei segni più profondi, non mi scoraggio, prendo la lucidatrice mini, segno con un pennarello tutti i segni più pronunciati e li lavoro uno ad uno con un tampone più tagliente e compound più forte. Ora avete i minuti contati!

Risultato impeccabile, ma il tempo è volato, oggi sono riuscito a fare solo tetto e cofano.

Giorno 3

Arrivo il mattino prestissimo fuori e ancora buio oggi è una giornata complessa perché lavorerò il famoso culo Porsche, fianchi pronunciati e grande alettone sono superfici sinuose che hanno bisogno di lavoro e dedizione, inoltre la forma sfuggente della coda mi costringe a utilizzare per uno stesso pannello lucidatrici diverse. La giornata scorre lenta e senza acuti come in una catena di montaggio. Non voglio fermarmi a pranzo ora che ho preso il ritmo, bevo giusto un the al gelsomino per scaldarmi; la lucidatura è un lavoro ascetico e il cibo appesantisce e distrae.

Giorno 4

Ultimo giorno di lucidatura, il detailing inizia a prendere forma e l’auto inizia a ritrovare l’originale splendore, quando a Stoccarda ha emesso il primo vagito. Prima di mezzogiorno finisco, mi dedico ora all’inceratura previa soffiatura della carrozzeria, il compressore tira come un treno a vapore.

La ceratura avviene a tampone elettrico, ormai la tecnologia esclude quasi del tutto la ceratura a mano.

Giorno 5

Via il copri auto, la vettura ha un gloss incredibile, mi stupisco e…I lllove it!

Ma il suo interno è ancora da fare: tolgo i tappeti, la moquette è colorata quindi niente chimica ad ossigeno, solo un po’di fiele profumato di un ottimo produttore tedesco.

Mentre i tappeti (ben 9 pezzi) asciugano inizio ad aspirare l’auto, la zona pedali si rivela difficoltosa ma con il compressore è tutto più facile!

Ora è il turno della pelle, spazzola francese e detergente medio, la cura ideale per pelli che hanno superato i 20 anni. Stesso trattamento per pannelli porta, cielo in vinile e banquette posteriore.

Le ultime due ore della giornata sono dedicate al lavoro di fino, bocchette dell’aria, recupero plastiche e piccolo restauro delle guarnizioni.

Giorno 6

Solitamente non c’è un giorno 6 nei miei Detailing, ma questa Porsche ha un compito speciale, deve stupire e rapire il cuore, quindi dedico la mattinata per ricontrollare ogni azione eseguita, dalla lucidatura alla pulizia della moquette, fino ad ogni piccolo interstizio dell’interno, vano motore, gomme. Un po’ come aprire la scatola nera del mio Detailing, sono io l’indagato numero uno.

XOXO Marci     

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