GAMING

GAMING

Add Your Heading Text Here

Per vincere servono solo abilità e precisione
13.11.2020
19.10.2020
Avete mai guidato una Porsche?
08.10.2020
Siete pronti per una sfida all’ultima livrea?
07.08.2020
Le migliori livree create da voi
26.06.2020
Pronti a personalizzare la vostra Abarth?
23.06.2020
La caccia alle 500 Jolly è finita
25.05.2020
Il filtro instagram realizzato da Garage Italia in collaborazione con Type7.
06.05.2020
Che fine hanno fatto le nostre 500 Icon-e?
29.04.2020
Ecco le creazioni più belle dei nostri followers
23.04.2020
È tempo di dimostrare a tutti le vostre abilità di driver
21.04.2020
Stampate i due modelli, colorateli e costruite la vostra Icon-e personalizzata
16.04.2020
Mettete alla prova le vostre skills di customizzatori e la vostra creatività
15.04.2020
È online il filtro che vi fa provare la nostra 500 Jolly Icon-e
08.04.2020
È online il filtro Instagram per guidare le nostra Panda 4×4 Icon-e
04.04.2020
Le Panda 4X4 Icon-e protagoniste di un videogame in 8bit
27.09.2019

LATEST NEWS

Per soddisfare la vostra sana voglia di off-road.
12.01.2021
Custom
Le chicche di questo mese
04.01.2021
Garage Culture
Detailing Diaries di Marcello Mereu
28.12.2020
DD Detailing Diaries
24.12.2020
Custom

ABOUT

Nel linguaggio informatico, un hub (letteralmente fulcro, elemento centrale) non è altro che un concentratore, un dispositivo che funge da nodo di smistamento di una rete di comunicazione dati organizzata. Insomma, si tratta di una scatoletta in grado di connettere più computer tra loro creando così una rete.
Garage Italia Hub nasce proprio con l’intenzione di creare una rete sempre più ampia per condividere con voi nuove idee, progetti e contenuti digitali.
Da qui l’idea di creare una piattaforma che sia il centro della nostra creatività… ma anche della vostra.

CONTACT

GARAGE ITALIA HUB

TAILOR MADE CUSTOMIZATION

SHOP

HAUTE DETAILING

MENU

DAVIDE PERELLA

garage italia

Davide Perella – Sono nato nel 1991 a Cagliari e ho sempre avuto una grande passione per il mondo della moda e del digital. Spendevo ore ed ore a creare le presentazioni Power Point su Photoshop e dopo il diploma decisi quindi di trasferirmi a Firenze per studiare grafica e comunicazione visiva.

Dopo aver terminato gli studi e una piccola parentesi newyorkese, mi sono trasferito a Milano dove ho avuto la possibilità di lavorare e collaborare con brand come Moschino, Nike, Neil Barrett e Alberta Ferretti.

Come definiresti il tuo stile?

Il mio stile è sicuramente influenzato dallo streetwear e dell’alta moda. Mi piace mixare diversi elementi per creare prodotti inediti spesso con un pizzico di ironia.

Cos’è per te la personalizzazione?

Trasferire la tua visione di stile su un oggetto o un capo, così da renderlo unico attraverso la tua impronta personale.

Trasferire la tua visione di stile su un oggetto...

A che cosa ti sei ispirato per la customizzazione della Jumpsuit?

La mia passione per Nike e per lo swoosh è sicuramente la protagonista di questa personalizzazione, ma ho voluto creare uno slogan per rafforzare ancora di più il design, quale se non “Fuck 2020”, espressione che sono sicuro troverà d’accordo una grande percentuale di persone.

Come l’hai realizzata?

Dopo aver digitalizzato l’idea e posizionato tutti i ricami sulla tuta mi sono affidato a un piccolo ricamificio in Sardegna che, sotto la mia stretta supervisione, ha fedelmente ricreato il mio prototipo virtuale.

Come nasce la tua sana ossessione verso lo Swoosh? Qual è il valore aggiunto di questo logo rispetto ad altri?

Nacque tutto all’università quando il mio professore mi chiese di disegnare alla lavagna l’iconico logo. Nel 2017 ho avuto la possibilità di collaborare per la prima volta con Nike, ho creato delle installazioni all’interno del NikeLab di Milano e dei video che “bombardavano” di immagini le vetrine. Il valore aggiunto? Trovo che la sua silhouette si presti tantissimo a livello grafico, soprattutto per la sua immediata riconoscibilità.

Negli ultimi due anni abbiamo assistito ad un vero e proprio boom di collaborazioni tra maison di lusso e brand streetwear. Qual è l’esempio di contaminazione più riuscito secondo te? E quello che vorresti vedere?

Penso che una delle collaborazioni più riuscite di quest’anno e che ha creato più hype sia stata tra Dior e Jordan. Le Air Jordan 1 con l’iconico monogram sono state e sono ancora l’oggetto del desiderio del 2020 per molti sneakerhead.

Sono un fanatico di scarpe ma anche di accessori, le borse stanno diventando un must-have anche tra gli uomini, mi piacerebbe vedere delle borse in chiave streetwear, credo si possa fare ancora molto.

Sognare non costa nulla, anzi dicono faccia bene. Un brand di cui vorresti essere creative director.

Ovviamente Nike, ma non nego che il mio sogno è quello di creare un mio brand.

garage italia

BACK TO OVERVIEW

PATRICK EDUARDO

garage italia

Patrick Eduardo nasce il 23 agosto 1991 a Lipa City, nelle Filippine. Durante l’infanzia si trasferisce con la sua famiglia in Italia. Inizia gli studi a Milano e con il sostegno della musica e del disegno sviluppa presto la sua parte creativa. Si diploma in Graphic Design e completa gli studi presso l’Università di Rotterdam alla facoltà di Architettura di Interni moderni. In parallelo agli studi universitari, Patrick conosce ed esplora il mondo antico della calligrafia applicato al nuovo movimento artistico che stava nascendo in Olanda: “Calligraffiti”.

La fase sperimentale si conclude col suo ritorno in Italia, dove comprende che la calligrafia può essere produttiva per la sua carriera ed evolvendo il concetto di scrittura in arte. Questa diventa sempre di più una costante da legare ad altri aspetti artistici come il contrasto tra colori e materiali; il connubio tra oro e nero concede alle sue opere la massima aspirazione decorativa, rendendole fruibili in vari paesi europei come Francia, Germania e Russia fino al Medio Oriente, permettendogli di collaborare con vari brand e artisti in tutto il mondo.

Come definiresti il tuo stile?

Il mio stile si basa prettamente sulla calligrafia moderna che negli anni si è trasformata sempre più ad un astrattismo composto da segni ispirati all’arabo, il cirillico e il giapponese.

Cos’è per te la personalizzazione?

La personalizzazione per me è un metodo di comunicazione di forte impatto elevando un oggetto di uso comune a una vera e propria espressione artistica. Delle volte è anche una sfida, per capire se con la più semplice delle idee tu possa distinguere il tuo stile da quello di un altro.

...elevando un oggetto di uso comune a una vera e propria espressione artistica.

A che cosa ti sei ispirato per la customizzazione della Jumpsuit?

Mi sono ispirato fondamentalmente alle mie tele, ho voluto dare la mia impronta vedendo la jumpsuit come se fosse una tela bianca senza seguire la sinuosità del capo. Mi piacciono i tagli netti e i contrasti ed è per questo che la jumpsuit è tagliata a metà lasciando dall’altra parte il capo nella sua essenzialità.

Come l’hai realizzata?

Ho utilizzato per la base nera un acrilico nero e i dettagli d’oro sono composti da solventi e smalti che nel corso degli anni ho coniato come il mio oro personale.

Qual è la tua formazione e in che modo ha influenzato la tua arte?

Mi sono laureato in Architettura di interni moderni a Rotterdam, città che mi ha fatto scoprire un nuovo movimento artistico chiamato Calligraffiti. Proprio in quegli anni di studio nacque tutta la scena e studiando calligrafia anche a scuola è diventata da subita una vera e propria passione.

Stai sperimentando altre forme di calligrafia o intendi portare avanti questo tratto che oggi è tuo marchio di fabbrica?

Dal mio punto di vista l’arte nasce per continuare a crescere ed evolvere. Quindi sì, cercherò sempre di evolvere il mio stile ogni giorno che passa, tenendo sempre la calligrafia come punto di riferimento.

garage italia

BACK TO OVERVIEW

NICOLETTA SARACCO

garage italia

Ho trent’anni, sono Marchigiana, di Civitanova Marche, e vivo a Milano da undici anni.

Dopo il Liceo Classico, a 19 anni, mi sono trasferita a Milano per frequentare il corso triennale di Fashion Design presso l’Istituto Marangoni e, dopo un master alla Creative Academy in Design and Applied Arts, ho iniziato il mio percorso lavorativo all’interno del mondo della moda, in Chloè, come shoes designer.

Il 10 giugno del 2019, a 29 anni, la mia vita viene stravolta da una diagnosi:

Tumore al seno metastatico.

Da quel giorno ho deciso di abbandonare il mondo della moda per concentrarmi su me stessa.

Questa nuova vita mi ha portata a creare un progetto, con il nome di NI.ART.GALLERY, che è diventato il mio nuovo lavoro. Racconto la mia storia e raccolgo fondi per la Fondazione IEO (Istituto Europeo di Oncologia) dove sono attualmente in cura.

Come definiresti il tuo stile?

L’aggettivo che assocerei al mio stile è “colorato”.

Il colore è il mezzo ed il messaggio che voglio far arrivare: la gioia di vivere.

Infatti, come dico dietro le mie creazioni, “non c’è cosa più bella di vivere a colori”.

Cos’è per te la personalizzazione?

A mio parere il concetto di personalizzazione rappresenta il processo di rendere unico un capo.

Con il termine AD-PERSONAM, quindi “solo per una persona”, si esprime appunto l’idea di unicità di un qualcosa personalizzato alla persona.

...il processo di rendere unico un capo

A che cosa ti sei ispirata per la customizzazione della Jumpsuit?

Ho voluto customizzare la jumpsuit con il simbolo del mio progetto, la Madonna.

Sono andata a ricamare la tuta per far incontrare, in maniera metaforica, l’universo di NI.ART con l’anima workwear di Garage Italia.

Come l’hai realizzata?

La realizzazione si è sviluppata in due fasi: il ricamo delle madonne ed il logo NI.ART.GALLERY sul retro. L’applicare degli strass termoadesivi sul colletto e a rifinire la patch ricamata.

Raccontaci la tua storia e come nasce Ni.Art.Gallery.

Il 10 Giugno 2019 è il giorno in cui mi viene comunicata la diagnosi di tumore al seno.

Uno shock.

Quel giorno rimarrà indelebile per il resto della mia vita. 

Ricordo di aver passato i due giorni successivi a piangere ininterrottamente, senza capire nulla di quello che stava accadendo, con un unico pensiero costante: la paura di morire. Una paura con cui ho dovuto imparare a convivere.

Questo perché la parola ‘tumore’ viene istintivamente associata alla morte. 

La prima cosa che ho fatto è stata quella di tagliare i capelli.

I capelli rappresentavano un altro problema, in quanto simbolo di femminilità.

A 29 anni, con una diagnosi di tumore e quindi una chemio da fare, sono corsa dal parrucchiere a tagliarli corti, con l’unica richiesta di donare i miei capelli per realizzare le parrucche per qualcuno nella mia stessa situazione.

All’improvviso mi sono ritrovata a passare le giornate tra analisi, Pet, Tac, visite, terapie, ed anche un intervento ai polmoni.

Dal mondo della moda, la mia nuova realtà era, ed è, lo IEO (Istituto Europeo di Oncologia) dove sono attualmente in cura.

Ad un anno dalla diagnosi, nel pieno delle cure, mi sono ritrovata a dipingere. 

Per puro caso, durante il primo lockdown, ho deciso di comprare un cavalletto, tele ed acrilici per tenermi impegnata.

Da un quadro ne è seguito un altro, poi un altro ed un altro ancora. Vedevo che piacevano ai miei amici, così ho pensato che sarebbe stato bello collegarlo alla mia storia e parlarne allo IEO.

È nato tutto per puro caso.

Il nome NI.ART.GALLERY, dove NI sta per Nicoletta, è stato deciso assieme ai miei amici.

Ho aperto la pagina Instagram e, attraverso l’aiuto e la partecipazione di tutti, tutto è iniziato.

In due giorni avevo venduto quindici quadri.

Tutto così inaspettato ma al tempo stesso entusiasta di fare un qualcosa di utile a me stessa ed agli altri.

Il simbolo-emblema del mio progetto è una Madonna, appositamente senza volto, per far si che ognuno la associ a ciò che ritiene più adatto.

NI.ART.GALLERY oggi è diventato un marchio registrato ed ha un sito, www.niartgallery.com, dove oltre ai quadri si possono acquistare felpe e t-shirt ricamate con il logo della Madonna.

 

Dipingere è sempre stato ‘nelle tue corde’ o hai improvvisamente scoperto di essere portata?

La vera passione per la pittura forse l’ho riscoperta ora!

Da piccola dipingevo, ma erano veramente tanti anni, forse quindici, che non lo facevo.

Ho sempre disegnato, anche per lavoro, ma la pittura era stata una cosa lasciata in disparte.

Le tecniche che utilizzo sono varie, solo acrilico, acrilico a colata e pennarelli, su tela.

Devo dire che per me è un modo per rilassarmi, mentre dipingo riesco a perdere la percezione del tempo e della realtà.

Con il tuo progetto stai facendo un importante lavoro di sensibilizzazione verso il tema della prevenzione. Cosa ti senti di consigliare alle tue coetanee?

Il mio scopo, e sogno, è quello di far arrivare attraverso il m io progetto un messaggio di energia, positività e sensibilizzazione al tema della prevenzione.

Ritengo che ad oggi noi giovani siamo poco informati riguardo certe patologie in generale, in particolare riguardo il tumore al seno.

È un tema importantissimo in quanto può colpire qualsiasi donna a qualsiasi età.

Io, a 29 anni, non avevo mai fatto un’ecografia al seno, non sapevo in cosa consistesse un’ago-biopsia o una Pet.

Il mio intento è raccontare la mia esperienza di vita per far sì che i giovani come me possano percepire l’importanza del prevenire piuttosto che curare.

È così bella la vita che dobbiamo sfruttarla e viverla sempre in tutte le sue sfaccettature. Ed è anche grazie alla prevenzione se è possibile sorridere alla vita.