MODELLO: Caterham Super Seven
ANNO: 1989
COLORE: Musetto Giallo, Parafanghi Verdi e corpo alluminio, tipici colori Lotus

“Fin da piccolo sono sempre stato stregato dalle auto inglesi, e in particolare dalla Lotus, divenuta successivamente Caterham, Super Seven. Probabilmente la macchina più divertente al mondo da guidare, per la sua essenzialità sicuramente quella più vicina ad un’auto da corsa.

La settimana del mio diciottesimo compleanno mi feci tatuare un piccolo sette (identico al logo della Seven) sul polso, e poco dopo convinsi per sfinimento mio padre che avrei fatto volentieri a meno del confort di una “banale auto moderna” in favore del piacere di guida diretto ed essenziale (per non dire estremo) della Seven.

Da allora ho percorso quasi 40.000 km (praticamente il giro del mondo) in questa incredibile scatola di sardine, divertendomi sempre come un matto”.

L’incipit di questo Detailing Diary è di Filippo Bassoli, proprietario della Lotus Seven Marketing Director di MV Agusta: insomma, un vero e proprio guru delle 2 e 4 ruote.

Il vostro @marcello_mereu si limiterà a raccontarvi il detailing di questa specialissima auto, peculiare anche nella sua cura.

Giorno 1

L’auto è composta da alcuni pezzi smontabili, quindi per prima cosa via il lungo cofano in alluminio e la capote, che va subito su un cavalletto che ne asseconda la forma e viene accuratamente pulita con acqua tiepida, detergente per il vinile, spazzola morbida e pennelli di varia grandezza.

Il cofano smontato intanto riposa sul tavolo tecnico in attesa di lucidatura.

Proseguo con l’ispezione delle superfici verniciate, che sono in vetroresina, materiale leggero, ma che col tempo fa emergere qualche piccola crepa nella verniciatura , quindi penso a come posso rendere di nuovo lucente il verde inglese e il Yellow Lemon di questa Lotus… Eureka!

Utilizzerò una piccola lucidatrice per limitare il peso sulla vetroresina e mi limiterò ad un lungo lavoro di finitura. Il risultato non tarda ad arrivare, ma ormai sono a fine giornata.

Giorno 2

Auto come queste vengono usate soprattutto nel tempo libero, quindi sono dei veri e propri raccoglitori di polvere e pietrisco, infatti l’aspirazione dell’abitacolo nonostante le dimensioni è lunga e attenta. Una volta finita mi accingo a lavare ogni dettaglio interno con una soluzione colloidale prima e con olio di cocco poi, che rende la superficie perfettamente decontaminata.

Alcuni pezzi quali leve e pulsanti sono ormai sbiaditi dal sole, procedo quindi ad un vero e proprio restauro a caldo.

Giorno 3

Oggi è la volta di motore e sospensioni. Il motore è piccolo e con una manutenzione attenta, quindi poco olio in giro. Questo mi permette di ottenere in poche ore un bel risultato con spatola e microfibra.

Stesso trattamento anche per le sospensioni. Subito dopo pulisco e lucido i piccoli cerchi che soffrono di una pesante contaminazione che gli toglie lucidità.

Giorno 4

Alluminium day. A parte il cofano motore le altre parti dell’auto sono di alluminio a vista che va lucidato a mano con piccole microfibre e pasta rosa. Il lavoro è lungo perché la pressione deve essere sempre la stessa, altrimenti il risultato sarà disomogeneo.

Last but not least, è il turno del lungo cofano motore, che montato sul cavalletto torna come nuovo. Perché le fessure delle prese d’aria vanno lucidate una per una!

Giorno 5

L’ultimo giorno viene dedicato al rimontaggio delle parti e alla super finitura.

Nell’ordine: lavaggio sedili, lavaggio a schiuma degli pneumatici, lucidatura fanali con mini lucidatrice, restauro parti plastiche esterne e guarnizioni con soluzione a base silicone, inceratura a tampone di tutta la carrozzeria e una miriade di altri piccoli gesti per riportare al primo vagito questa piccola “scatola di sardine” all’originale splendore.

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