MODELLO: Ferrari 599 GTB Manual
ANNO: 2004
COLORE: Rosso Vinaccia
 

Era qualche tempo che non facevo interventi estetici su Ferrari. Osservandone una parcheggiata in studio mi accorgo che hanno una presenza scenica fuori dal comune.

Questa – una 599 GTO – è disegnata intorno ad un enorme motore 12 cilindri: la parte anteriore smisurata che corre verso il parabrezza, il cui montante sembra un arco rinascimentale e … dulcis in fundo, un ‘sedere’ pronunciato.

Questa Ferrari 599 è proprio una bella creatura! Resa ancora più bella dall’insolita colorazione “vinaccia”, un pastello denso nel colore che al sole si illumina, ottenendo sfumature rubino sangue di piccione.

Giorno 1

L’auto arriva in una mattina di pioggia, quindi d’istinto penso subito ad asciugarla, ma prima vaporizzo l’intera carrozzeria con abbondante acqua demineralizzata e un po’di detergente colloidale, giusto per dare un po’ di viscosità e rendere più facile l’asciugatura. Ho un carrello di microfibre pronto a fare il loro dovere: grandi per togliere il “grosso”, piccole e morbida per rifinire, nere per i cerchi, gialle per le parti inferiori dell’auto.

Due ore dopo, l’auto è pronta per la lavorazione.

Ora posso rendermi conto della reale condizione delle superfici dell’auto.

MAI fare una valutazione delle condizioni estetiche con l’auto sporca!

La giornata continua con l’aspirazione degli interni e il lavaggio delle parti in moquette, con il profumo di detergente tedesco al fiele di bue che mi inebria i condotti nasali.

Giorno 2

Arrivo all’alba a Garage, lo studio è avvolto in un freddo polare, bevo un caffè e mi avvicino alla Ferrari che ieri sera ho messo nello slot di lucidatura (le luci specifiche viranti al caldo permettono di vedere i difetti sulla superficie NDR).

Accendo i faretti e inizio l’ispezione. L’auto presenta alcuni tipici difetti dei pastelli moderni, in primis la “buccia d arancia”, che ripeto – non è un difetto ma una caratteristica delle verniciature moderne – è dovuta al fatto che al giorno d oggi si utilizza meno vernice (l’ambiente ringrazia) che viene spruzzata da ugelli che atomizzando creano una vibrazione nel riflesso. Ma questa caratteristica non esclude che l’auto possa brillare o avere gloss.

In ogni caso se qualcuno vi dice che ha fatto levigare la buccia da un’auto moderna, voi chiamate il 112, oppure fissate un punto nel cielo e fate finta di niente.

(*Levigare un’auto moderna equivale a condannare a morte la verniciatura).

Ma ora basta! Tolgo il cappello da maestrino dalla penna rossa e rimetto quello del Detailer.

 

Finita l’ispezione noto alcuni difetti più evidenti, tipo dei piccoli graffi sui fianchi dovuti all’uso imprudente delle unghie per togliere una qualche contaminazione e alcuni swrils più evidenti nel lungo cofano anteriore. Ma ciò che mi salta più prepotentemente all’occhio sono i contorni saturi, ovvero gli interstizi e le fessure dell’auto, che non sono mai state pulite!! Quindi questo sarà un detailing alla spatola!

La lucidatura questa volta sarà più breve del solito, solo per correggere solo i difetti più evidenti. Il clima è troppo freddo e il risultato potrebbe esse al di sotto delle aspettative per quest’auto.

Let’s polish! Inizio dal cofano perché so che con le sue dimensioni da appartamentino in via del Gesù mi porterà via tutta la mattinata.

In un attimo arriva ora di pranzo, lunch break a base di bresaola (che mi ricorda un po’il colore della Ferrari) olio e limone e poi testa bassa fino al tardo pomeriggio.

Finito di lucidare, lavo di nuovo l’auto per intero per togliere i residui di lucidatura prodotti dalle paste abrasive.

Giorno 3

Tolte di mezzo le lucidatrici metto sul carrello 7 piccole spatole e 7 piccole microfibre, divido mentalmente l’auto in porzioni partendo dal parafango sinistro anteriore per poi girare in senso antiorario. Tutto viene spatolato con la concentrazione di un artigiano giapponese, sostenuto da tecnica serafica e leggera umidità sulle microfibre. Piano piano l’auto riprende i suoi contorni perfetti.

Finito l’esterno apro il bagagliaio, cofano motore e portiere: l’auto sembra una grossa falena pronta spiccare il volo.

Lascio per ultimo il grande motore 12 cilindri, che in un precedente trattamento è stato cosparso di dressing (rabbrividisco al solo pensiero).

Quindi gli passo un panno caldo per togliere l’unto del silicone del dressing e riportare il colore della testata bello vivo, il rosso Ferrari!

È proprio vero che il tempo vola quando ci si diverte, non ho più tempo per l’interno.

Giorno 4

Arrivo, tolgo la copertura all’auto, vado a farmi un caffè.

Tornando verso l’auto la guardo, ho un momento di sorpresa: vederla da lontano mi fa capire che il detailing sta prendendo forma, e la carrozzeria pulita nei minimi particolari appare compatta e uniforme. Bene, porte aperte, sedili reclinati e pulizia della pelle, naturalmente a spazzola inglese e detergente per la pelle dell’abitacolo. Dato che in una Ferrari il 99% dell’abitacolo è rivestito di pelle, il lavoro dura una giornata.

Finito con gli interni incero tutta l’auto come il Maestro Miyagi, faccio i vetri e passo un leggero dressing alle gomme, rigorosamente giapponese.

That’s All Folks!

XOXO Marci     

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