MODELLO: Renault Clio Williams
ANNO: 1994
COLORE: Metallic Sports Blue

Io sono un preparatore estetico di alto bordo, lavoro sempre con auto di grande pregio, che spesso sono come delle ricche signore, e necessitano di una beauty routine più costante e frequente.

Ma all’improvviso fa irruzione in studio una Renault Clio Williams blu sfavillante dall’assetto grintoso, piccola icona degli anni ’90 di stampo super-mega industriale. Materiali normali, lamiera ok, velluto sì – ma sintetico (grande scuola francese dei velluti sintetici). Tutto fatto a modo per l’epoca, ma non certo rifinita come un’Audi A8 prima maniera! Una bella sfida anche per me che sono sempre alla ricerca del metodo migliore per rendere più belli anche i materiali più comuni.

Giorno 1

L’auto arriva rombante di sabato mattina accompagnata dal suo prorpietario. È piccola e attraente attira gli sguardi come una calamita, infatti di fianco a lei, nella sua regalità c’è una Ferrari la cui quotazione segna molti zeri a suo favore ma niente, oggi gli occhi sono tutti per lei.

Popolana francese 1- Nobile italiana 0.

L’ispezione evidenzia una carrozzeria completamente opacizzata da detergenti aggressivi e da innumerevoli passaggi sono il tunnel dell’autolavaggio. È stata riverniciata in varie parti e gli spessori sono disomogenei.

Ma voglio vederci più chiaro. Lavo l’auto personalmente, anche perché come ben sapete, “prima di entrare in piscina ci si pulisce i piedi”. La piccola Clio è carica di fango insediato ovunque. Lo sciolgo col potere dell’acqua tiepida, asciugo e la sposto in sala di lucidatura, poi soffio e nastro ogni spigolo. Ora sono pronto a trovare la sua ricetta per la lucidatura (qui Chez Haute Detailing solo lucidatura a la carte).

Giorno 2

Il secondo giorno procede in un infinito cambio di tamponi (no, non fraintendete), nastrature, tagli e finiture in punta di fioretto. In loop.

Il mio lavoro a volte può essere mooolto noioso. End of the day.

Giorno 3

Anche se piccola, non è certo un’auto facile. Tanta vita, tanti autolavaggi, tanti graffi richiedono un recupero estetico lento e paziente. Il trasparente, soprattutto quello usato nelle riverniciature è tendenzialmente duro e questo non fa che rallentare la sortita del risultato finale.

In questi casi faccio appello alla mia proverbiale pazienza e a tecniche di meditazione Zen. Arriva la sera e io desidero solo chiamare il mio osteopata.

Giorno 4

Le prime ore sono dedicate alla superfinitura dell’auto, niente cera spray o siliconi. Le superfici sono lucidate sufficientemente da avere una mano setosa, il suo trasparente lucido farà da cera!

Nel pomeriggio comincio a curare l’interno, ovviamente se fuori avevo trovato tonnellate di fango non potevo aspettarmene di meno all’interno: terra beige ovunque, e un piccolo tesoretto extra in zona pedaliera e sotto i sedili. Aspiro e metto in stand by gli interni per iniziare la pulizia del vano motore, stessa situazione. Disastroooo!

Non mi faccio prendere dallo sconforto, mi armo di acqua calda, colloidale, spatola e luce in testa da minatore, la mano è lenta e paziente, finisco a sera inoltrata.

Giorno 5

Oggi è il plastic day! No, ho abbandonato da anni la Milano by night, ormai solo casa-bottega.

Inizio la pulizia dei pannelli porta e della plancia. La Clio, come qualsiasi utilitaria dell’epoca presenta una quantità di plastica che è caratteristica di quegli anni. Non è di pessima qualità ma nemmeno eccelsa. Essendo in maggioranza di tipo rigido, non uso la spazzola per applicare il Leather & Vynil Cleaner (sì, quello del Kit for Lovers) perché potrebbe rigare, opto per le mani (sì, quelle del Detailer).

Il lavoro è placido e attento, ogni singolo centimetro dell’interno (di plastica) viene insaponato e decontaminato dalla solita polvere beige!

Il passaggio successivo è una pulizia ulteriore ad olio, in modo da togliere eventuali residui e ottenere un aspetto più curato.

La palpebra superiore della plancia è di un materiale diverso, più morbido e di qualità, ma è evidente che negli anni è stato bistrattato con prodotti alcolici e dressing a base silicone cheap. Il risultato è una superficie che risulta quasi appiccicosa, quindi dopo la pulizia ripristino una sorta di film lipidico che dissimuli quella brutta sensazione sticky.

Fatta la pulizia generale comincio col detailing vero e proprio: spatola, luce in testa, microfibre e pennellini. Mai alcuna Clio – seppur Williams – fu viziata tanto.

La giornata volge al termine con la pulizia della moquette e il lavaggio leggero del velluto dei sedili.

Prima di andarmene spalanco le porte dello studio, sono gli ultimi giorni di riscaldamento condominiale, mi aiuteranno a fa asciugare nottetempo l’abitacolo.

That’s All Folks!

XOXO Marci     

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