Oggi assistiamo continuamente a progetti in cui la contaminazione tra gli universi dell’arte e dell’auto è sempre più un fattore chiave.

Porsche 930 Turbo e Daniel Arsham

Oggi assistiamo continuamente a progetti in cui la contaminazione tra gli universi dell’arte e dell’auto è sempre più un fattore chiave. È il caso della Porsche 930 Turbo del 1986 reinterpretata da Daniel Arsham, poliedrico artista statunitense con una vera e propria passione per la casa di Stoccarda. Daniel racconta infatti che fin da bambino amasse disegnare tutto ciò che erano scarpe, macchine fotografiche e…Porsche

Non è la prima volta che l’artista collabora con l’OEM tedesca: lo scorso aprile aveva presentato la sua prima opera d’arte: una 911 trasformata in una scultura monolitica in scala 1:1 erosa in più parti della carrozzeria, destinato ad arricchire il suo filone Future Relic di cui fanno anche parte una riproduzione della tessera della metro di NY, svariati pokemon e il Brillo Box di Warholiana memoria.

A stuzzicare il genio di Arsham questa volta è il passato di Porsche nel mondo delle corse, nell’anno in cui si celebra il 50esimo anniversario dalla prima vittoria a Le Mans.

Nella 930A, Arsham si è immaginato la squadra corse Porsche del futuro, ispirandosi nel design alla 935 K3 di Dick Barbour che corse la Le Mans 1980, con spunti anche da altre vetture di quell’epoca.

Ogni dettaglio racconta un pezzo del passato di Porsche dell’artista, che per riuscire nel suo intento ha assegnato a diversi esperti una parte del progetto, a partire dalle linee della livrea, dipinta a mano da David Gwyther aka Death Spray Custom (Dsc), un inno all’estetica racing anni 70-80, ripresa coerentemente nello stile dei loghi applicati che chiaramente non hanno nulla a che fare con il decennio 70-80, ma sono i partner con cui Arsham ha lavorato fino ad oggi. Un modo originale per celebrare il percorso dell’artista e ringraziare chi ha contribuito negli anni alla sua ascesa.

I cerchi sono un chiaro tributo a quelli della Porsche Rsr; disegnati e realizzati appositamente da Matt Crooke di Fifteen 52 e impreziositi dal monogramma di Arsham Studio.

Negli interni la vera novità sono i materiali, non cambia invece la disposizione. Nell’abitacolo vince il gioco di contrasti tra pelli avorio e blu navy nei pannelli porta, ripreso anche su volante quadro strumenti, a cura sempre di Dsc. E non è tutto, perché Arsham non bada solamente all’estetica, spingendosi in una serie di migliorie tecniche in fatto di motore e trasmissione (completamente modificato) grazie al know how del nostro amico Ted Gushue di Type7.

La 930A è sicuramente una delle declinazioni artistico-automobilistiche contemporanee più riuscite, come Porsche non sia solo una fabbrica di automobili, ma un gruppo di ingegneri, creativi, designer animati dalla passione per l’innovazione e il progresso, senza dimenticare il lato estetico.

Mercedes Classe G e Virgil Abloh 

Rimaniamo in zona Stoccarda per una delle collaborazioni più attese del 2020: quella tra Mercedes e Virgil Abloh che hanno dato vita ad una one off su base Classe G che, com’era facilmente prevedere, ha fatto molto discutere: osannato dai giovanissimi seguaci del designer di Rockford, blastato dai puristi.

La presentazione del Project Geländewagen, avvenuta interamente in digitale, rappresenta la perfetta fusione tra moda, arte e cultura automotive. La pulizia delle linee esterne fa subito risaltare la silhouette della vettura.

La carrozzeria è stata volutamente espansa e l’assetto ribassato, a celebrare e quasi accentuare in maniera caricaturale i volumi dell’auto e alcune delle sue imperfezioni che la rendono però al contempo un’icona senza eguali.

Le saldature sono dichiaratamente a vista e vengono quasi messe in risalto, i pneumatici sovradimensionati, basta vedere la ruota di scorta sul posteriore. Gli interni sono un elogio al minimalismo, algidi, ipertecnologici con evidenti riferimenti all’universo racing.  La plancia portaoggetti è stata eliminata ed il quadro strumenti rimane analogico, creando un bel contrasto con il mood futuristico dell’abitacolo.

Dicevamo degli elementi dal mondo delle corse: in un tripudio di bianco spiccano il turchese della rollcage ed il rosso fluo dei dettagli sul quadro strumenti e delle cinture di sicurezza a cinque punti. Ah, il piccolo estintore, posizionato tra i due sedili anteriori è la ciliegina sulla torta.

Con Project Geländewagen, Abloh e Gorden Wagener, Chief Design Officer di Mercedes-Benz, intendono ribaltare l’attuale percezione del lusso. Il risultato tra la fusione di due filosofie di design diametralmente opposte è una via di mezzo tra presente e futuro, che trova nel Classe G il loro comun denominatore.

L’output, che piaccia o meno, è una personalissima e contemporanea interpretazione del glorioso SUV tedesco. Voi cosa ne pensate?

Maserati Quattroporte Trofeo UNICA

Unica è la collezione di FuoriSerie, che interpreta i trend del momento. Il concept creativo nasce grazie al lavoro del Centro Stile Maserati e Garage Italia, partendo dall’idea di un colore puro che potesse raccogliere l’insieme di tutti i colori, ne è nato così un effetto arcobaleno. Il bianco puro ha una mica rainbow che, a seconda della prospettiva da cui viene osservato, restituisce l’intero spettro cromatico. Sulla livrea si riflette un monogramma con la parola NOW, dove la lettera W è sostituita da una porzione del Tridente di Maserati. La scritta, ottenuta mascherando sotto trasparente il monogramma su tutti gli esterni, vuole essere un incoraggiamento al vivere il momento, la celebrazione dello spirito positivo di una ripartenza che per Maserati significa anche questo nuovo programma di personalizzazione delle sue vetture. All’interno dell’abitacolo è stata proposta una divisione di colore tra la parte posteriore bianca e quella posteriore in turchese, Artificial Intelligence Acqua, il Color of the Year 2021. Anche i pannelli porta riprendono il gioco bicolore, con il turchese negli anteriori e taglio diagonale che muta in bianco nei posteriori. La proiezione del raggio di luce attraverso le vetrature con monogrammi NOW vuole creare un gioco di ombre che si allungano o si accorciano a seconda dell’ora del giorno, trasmettendo quella sensazione dell’attimo da cogliere e vivere con intensità. L’effetto rainbow ritorna anche all’interno dell’abitacolo nell’imperiale come nuvola multicolore. Ulteriore elemento distintivo è il tricolore che impreziosisce il tridente sul volante.

Anche i cerchi introducono un trattamento cromatico positivo, ironico attraverso l’uso di un bicolore inedito e nuance pastello nei toni del bianco e del Living Coral, dettaglio cromatico utilizzato anche sulle pinze freno e sui fregi.

Completano il look il volante misto Alcantara e pelle Frau turchese con monogram laserato NOW, la plancia e il tunnel con finitura a specchio azzurra lucida, baule in Alcantara e tappeti in moquette a pelo lungo, cielo in Alcantara con stampa olografica e montanti sempre Alcantara bianca ma senza stampa.

Ora che ve le abbiamo raccontate tutte e tre, qual è la vostra preferita?

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